Riserve e oasi di pace

Scene da patrimonio, della Natura . La tavolozza di colori nella riserva Le Cesine, quando fioriscono le orchiede selvatiche e silzano in volo migliaia di farfalle. Gli Stormi dei gabbiani corsi sull'isolototto di Sant'andrea al tramonto, quando è intenso il profumo del timo e rosmarino a Punta pizzo La cavalcata dell'Oasi Lago Salso tra gli aironi cinerini. Sono istantane della Puglia dei 57 parchi e riserve naturali, meno celbri, rispetto alle spiagge piu famose, gli scorci barocchi e le masserie chic, Eppure, per fare un esempio l' area marina protetta e Naturale di Torre Guaceto è lodata in tuta europa come modello di protezione della natura. Qualcuno puo davvero pensare che non meritano una visita. Piuttosto di fronte a un'offerta cosi vata, serve una selezione.

- La riserva naturale Le Cesine, oasi wwf a 36 km da Lecce nel Salento puo essere definita come zona e protezione speciale, sito di importanza comunitaria, area umida di interesse internazionale dal 1971. E' una doppia anima paesaggistica; da un lato lecci, pini di Aleppo, macchia mediterranea, dall'altro zona Umida, con giunchi canneti, iris e 180 specie di uccelli dagli aironi ai martin pescatore.
A una decina di km a sud di Gallipoli, diva turistica del Salento, si trova il Parco regionale isola Sant'andra Punta Pizzo, Qui al tramonto la movida è quella dei rari gabbiani corsi, che a stormi planano con voli acrobatici, sl mare e palude a caccia di granchi e pesciolini.
Il faro bianco di Sant'Andrea si staglia a due chilometri dalla costa e domina quest'isoletta piatta, calcarea, ricoperta da piante nane adattatesi al salmastro, il resto del parco è litorale e si esplora, con sei percorsi a tema paesaggistico e botanico. Il sentiero piu breve si inoltra per un chilometro fra i pini di aleppo, quello di Punta Pizzo inebria con il profumo di timo e rosmarino. A punta dello Suino si fa il bagno nelle acque piu spettacolari del Salento, spesso paragonate ai Caraibi o alle Maldive,
A mno di 20 chilometri si arriva a Nardò, sede del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, mentre risalendo a nord si arriva a San Pietro in Bevagna e dove il fiume sotterraneo Chidro sfocia nello ionio  è diventata sede di una Riserva Naturalr, prediletta dai sub per i sarcofagi romani nei fondali e dai sun lover per il mare azzurro e le spiagge sabbiose che scorrono per una ventina di chilometri.
Sposandosi sull'adriatico troviamo l'area marina protetta e Riserva naturale Torre Guaceto quasi 1500 ettari nel Brindisino dove il mantra è la tutela della biodiversità. Tra canneti, aree umide, dune, sentieri tra macchia e ulivi, ogni punto della riserva è una sorpresa e un'idea di sostenibilità. Dal centro per il recupero delle tartarughe marine al sea watching  con le varie guide  E visto che grna parte del territorio è coltivato, qui è nato il progetto Oro del parco, pari la conversione del 30 per cento dei terreni in agricoltura biologica, con la produzione di olio extravergine da olivi secolari, il recupero di antichi vitigni e dei quasi dimenticati pomodori fiaschetto ora presidio slow food. E' stata creata una zona di protezione integrale per la pesca sostenibile e altre zone dove si pesca una volta a settimana, con reti specialinelle quali le tartarughe non restano intrappolate. A Manfredonia troviamo l 'Oasi Lago Salso, una della piu rilevanti zone umide del mediterraneo, bonifica negli anni 50, Canneti tamerici e salicomia sono rifugio di 250 tipi di uccelli stanziali e migratori comprese le cicogne biache. Si visia a piedi in cavallo o in bicicletta, Contigua a lago Salso, la riserva naturale Frattarolo è il regno dei falchi, cavalieri d'italia, tranpolieri e in autunno, stormi di oche di passo. A una ventina di chilometrida Peschici  nel foggiano, la riserva naturale Sifizi  è dal dal 2021 nel circuito delel Foreste primordiali dei faggi, patrimonio Unesco per i loro ruolol di regolatori del clima. Un  riconoscimento importante per un'area piccola di 56 ettari, nicchia della Foresta Umbra anche'essa patrimonio Unesco 2017 molto ricca però di biodiversità. riserva integrale si visita con il permesso rilasciaato dal Corpo forestale( ora parte dell'arma dei carabinieri). Ma ci sono anche percorsi aperti che la costrggiano cone il sentiero Sfilzi che porta fino alla sorgente Sfilzi

Spostandoci nelle Murge  troviamo la Riserva Naturale Regionale Orientata "Bosco delle Pianelle", totalmente ricadente nell'ambito territoriale di competenza del Comune di Martina Franca (TA). La riserva ricade inoltre nel Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) IT130005 "Murgia di Sud-Est" (Direttiva 92/43/CEE). Il comprensorio del Bosco Pianelle segna il confine tra i territori dei comuni di Crispiano, di Martina Franca e di Massafra L’area della riserva naturale è piuttosto vasta, circa 600 ettari ne fanno da padrone alberi di Leccio (Quercus ilex), Fragno il prugnolo, il caprifoglio, il nespolo comune, la rosa canina, Dal punto piu alto di 460 metri ben presto si degrada verso lo ionio  offrendo sentieri, grotte, scorci, una flora ed una fauna ricca e a tratti tipica ed unica per l’area. Per visitare il Parco è consigliabile essere accompagnati da una guida che conosce i sentieri principali e le attrazioni più suggestive da ammirare.

Cose da vedere

  • Parco naturale di Porto Selvaggio e palude del capitano
  • Riserva naturaleorientata regionale Palude del Conte e Duna costiera
  • Riserva Naturale Regionale Orientata "Bosco delle Pianelle",
  • Area marina protetta e Riserva naturale Torre Guaceto

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